domenica 1 maggio 2011

Una stazione unica appaltante per ogni Regione

Questa sarebbe secondo il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, la prossima semplificazione necessaria per velocizzare le opere pubbliche.
Una per ogni Regione, sarebbe perfetto perché 16mila stazioni appaltanti secondo il Ministro, sono veramente troppe.
E a questa idea Matteoli ha annunciato di stare lavorando insieme con il tavolo tecnico tra operatori e grandi stazioni appaltanti varato in occasione del Regolamento appalti.
In realtà una prima occasione è già fallita: in teoria il Governo avrebbe già dovuto varare con un decreto di Berlusconi una normativa ad hoc per la Sua (stazioni uniche appaltanti).
Nella legge sulla tracciabilità (legge 136/2010, in vigore dal 7 settembre scorso) si davano al Governo sei mesi di tempo per mettere a punto il decreto e partire. I sei mesi sono scaduti il 7 marzo senza che di questo provvedimento si trovi alcuna traccia.
Ora Matteoli ci riprova. Alla vigilia dell’otto giugno, data di entrata in vigore del Regolamento appalti (che completa il quadro delle regole sui contratti pubblici), Matteoli ha anche annunciato “un ridisegno complessivo della normativa”, sottolineando che la nuova riforma – la quarta in cinque anni – sarà di vasta portata.
Il riferimento probabilmente è al cosiddetto decreto per lo sviluppo a cui il Governo sta lavorando ormai da mesi ma che sta scivolando pericolosamente verso l’estate.
Massimo Giorgetti, assessore ai Lavori pubblici del Veneto ha chiesto “più semplificazione per le piccole opere, che vanno gestite dai Comuni con più autonomia”.

Giorgetti ha poi chiesto al Governo anche maggiori sforzi per la formazione dei tecnici degli enti locali.
Il vice capo gabinetto delle Infrastrutture, Bernadette Veca, ha ricordato alcuni strumenti innovativi contenuti nel Regolamento, quali il performance bond e la validazione dei progetti “che consentirà di migliorare la qualità progettuale e diminuire così il contenzioso”.
D’accordo sul punto anche il presidente del Consiglio di Stato, Pasquale De Lise, che fa risalire la valanga di contenzioso “a una storica carenza progettuale”.
De Lise ha anche annunciato l’uscita a breve di una importante sentenza del Consiglio di Stato “che potrebbe mettere un freno a un uso strumentale dei ricorsi”.

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